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Presentiamo oggi un post che si addentra maggiormente nei costi dell’agricoltura ed un eventuale vantaggio che ne si può trarre da un approccio digitale ad essa.
Abbiamo già elencato una lista di vantaggi di effettuare una approccio digitale all’agricoltura. Tra questi c’e’ sicuramente il risparmio tramite l’ottimizzazione che influenzano le varie voci di costo della produzione agricola.
Partiamo da un caso concreto come quello dell’analisi economica nel caso degli ulivi. Non ci addentreremo nei dettagli tecnici nel calcolo di queste quantità.  Per i più curiosi rimandiamo direttamente alla fonte che può essere trovata in fondo all’articolo, a noi basta focalizzarci sui risultati di questa ricerca che forniscono spunti senz’altro interessanti e forse anche dei benchmark utlli per chi a una coltivazione analoga.
Nel caso degli ulivi le statistiche ci dicono che:
 – La maggior parte delle aziende si colloca al Centro sud
 – Non tutte praticano l’irrigazione ma che quelle che la fanno attivamente  aumentano la produttività e qualità del prodotto.
 – Si nota una prevalenza di una irrigazione attiva  in collina rispetto alla pianura in un rapporto di 60 a 40.
Ma ora veniamo ai costi:
Il costo medio di irrigazione si aggira sui 233 euro per ettaro. Per il diserbante i costi si aggirano sui 186 euro per ettaro, altri 133 euro sono necessari per effettuare due interventi  all’anno per la lavorazione del terreno come trinciatura, erpicatura e arieggiamento.
I costi per la concimazione consistono in 174 ad ettaro mentre il costo per la fitosanitaria  è di circa 135 ad ettaro.
Riguardo a quest’ultima voce si sono considerati i trattamenti per patogenesi quali, cocciniglia, mosca dell’ulivo, occhio di pavone e tignola.
Ora, con un approccio digitale all’agricoltura si può pensare di ottimizzare fino al 20 – 30 % di queste voci, a seconda dei casi ovviamente. Un rapido conto dei numeri sopra mostra come nel caso dell’ulivo si possano risparmiare oltre un migliaio di euro all’anno per un azienda agricola di qualche ettaro, senza contare il vantaggio di una uniformità della produzione agricola verso uno standard di qualità più alto e quindi con maggior ricavi.
C’e’ anche da considerare che ormai i PSR tendono a stanziare fondi per le aziende che innovano in agricoltura…ne sono un esempio questo bando della Regione Lazio http://www.lazioinnova.it/bandi-post/life-2020-por-fesr-2014-2020/.
Ecco che quindi che con l’agricoltura digtale si viene a creare una sinergia positiva tra i diversi attori operanti in agricoltura di precisione: L’azienda agricola, la regione, e la startup innovativa.
Conviene o non conviene innovare in agricoltura :-)??
L’esempio fatto oggi ovviamente non è esaustivo riguardo ai dati ma ne e’ un esempio concreto. C’e’ anche da considerare che il settore agricolo degli uliveti non e’ il più dispendioso riguardo ai costi considerati. Ad esempio ci sono casi come quello del Kiwi che richiedono risorse idriche ed energetiche ben più copiose.
Un grazie per l’attenzione e alla prossima!
Omicafarm
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