Warning: A non-numeric value encountered in /home/omicafar/public_html/wp-content/themes/Divi/functions.php on line 5763
Oggi parliamo della necessità di una agricoltura di precisione su larga scala. Secondo uno studio recente della FAO la popolazione mondiale conterà circa 9 miliardi di persone entro il 2050. Il fabbisogno alimentare annuale aumenterà del 60% . E’ inutile ricordare che l’area agricola coltivabile è ormai pronta a saturazione e non potrà quindi aumentare della corrispondente quantità percentuale.
Inoltre nei paesi delle economie emergenti si sta formando una classe media con elevate esigenze di una alimentazione variegata e soprattutto sana. Tutto ciò porterà ad uno sfruttamento se possibile ancora più intensivo su scala globale senza precedenti.
I problemi di impatto ambientale di uno stress agricolo sono evidenti. Oltre tutto in qualche post precedente abbiamo affrontato il fatto che questo stress agricolo produce un effetto esattamente contrario, prosciugando riserve naturali acquifere, impoverendo il terreno e riducendone alla fine la produttività.
A titolo d’esempio, nel lazio, i livelli dei due laghi di Albano e Nemi si sono abbassati di 5 metri a causa della agricoltura intensiva dell’agropontino, un area che nell’ultimo decennio ha sviluppato un forte interesse per la coltivazione del kiwi che, come si sa, necessita tra gli 80 e 120 litri di acqua al giorno per pianta. Da questi ultimi numeri si vede come nel caso del Kiwi un approccio digitale all’agricoltura per fare agricoltura di precisione è necessario e vantaggioso.
E siamo solo agli inizi…E’ chiaro che questa situazione nel breve termine non sarà più sostenibile e provvedimenti saranno presi presto.  Ecco allora la necessità dell’agricoltura digitale e con essa l’agricoltura di precisione.
Ma quali sono le azioni che contraddistinguono l’agricoltura di precisione? Sotto ne riportiamo un elenco:
– Sistemi guida per minimizzare le sovrapposizioni
– Minimizzare il traffico per evitare il compattamento del terreno.
– Campionamento del terreno ottimale per un controllo uniforme dei parametri
– Sensoristica a terra dedicata per decisioni in tempo reale.
– Monitoraggio da satellite per controllo indici di vegetazione
– Applicatori a dose variabile per salute pianta e contenimento costi.
– Monitoraggio automatico della produzione
– Integrazione sul cloud di compiti Amministrativi.
– Software dedicati per l’interpretazione dei Big Data a scopo di analisi e previsionale.
Sono tutte caratteristiche che un azienda medio piccola dovrà attuare per vincere la sfida dell’ambiente in cui
viviamo e battere la competitività e che pongono anche un altro interrogativo. Tutte le caratteristiche sopra
richiedono non solo uno skill tecnologico da parte dell’agricoltore ma una cultura del dato in quanto valore intrinseco,
la domanda quindi è siamo pronti nel nostro paese per un approccio digitale all’agricoltura?
Grazie dell’attenzione e alla prossima!