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Trattiamo oggi un caso particolare di agricoltura di precisione che ricordiamo è uno degli aspetti più interessanti dell’agricoltura digitale. Qualche post fa siamo entrati nel merito del caso degli Ulivi e come l’irrigazione attiva influenzi naturalmente la produttività e la qualità del prodotto agricolo in questione facendo proiezioni sui costi e vantaggi dell’agricoltura di precisione.

Partiamo dallo stato dell’arte del caso in questione. Nel caso della barbabietola da zucchero le statistiche ci dicono che nel 2013 nessuna delle aziende senza irrigazione attiva ha raggiunto le 8 tonnellate di saccarosio per ettaro.

Delle aziende che hanno una irrigazione attiva circa l’80%  ha superato le  10 t/ha di saccarosio nel 2010. Con percentuali simili negli anni successivi.

 

Il dato più interessanti sta nel fatto che a valle della valutazione dei costi, le aziende con irrigazione attiva hanno un costo medio di 1800 Euro per ettaro contro i 1700 per ettaro della aziende agricole non irrigue. Dai dati si evince che spesso la mancanza  di un sistema irriguo può vanificare le buone pratiche agronomiche realizzate generando redditi ampiamente inferiori (700 €/ha di media) rispetto a coloro che hanno irrigato (il cui margine è spesso superiore ai 1500 €/ha).

 

Si capisce quanto sia importante irrigare ma, soprattutto, tenere sotto controllo il livello di umidità del terreno e lo stress idrico della piante per assicurarsi che siano sempre soddisfate le esigenze idriche. Questo consente anche di evitare la creazione di aree più umide che facilitano il proliferare di malattie e funghi e di far crescere la pianta nelle migliori condizioni possibili. Oggi è possibile tenere sotto controllo questi parametri in tempo reale grazie all’utilizzo di sensori a terra e di mappe satellitari che aiutano l’agricoltore a implementare strategie di “irrigazione di precisione”. Queste, come dimostrato da molti studi scientifici, consentono un risparmio di acqua, anche maggiore del 20%, e garantiscono una maggiore sostenibilità ambientale dell’azienda agricola.

Entriamo nel dettaglio di una piccola simulazione sfruttando i Big Data da satellite per l’agricoltura di precisione. Nella figura (un caso reale) si può vedere come risulta un tipico campo agricolo ad un “occhio digitale”. Come salta subito all’occhio, le zone blu sono zone di “sofferenza”. Con un approccio digitale all’agricoltura possiamo monitorare queste caratteristiche come la crescita vegetativa, lo stress idrico e via dicendo per quindi avere una stima della produttività agricola.

 

E sopratutto potremmo correre ai ripari.. cosa fareste voi nelle zone blu :-)?

 

Tornando  al caso della barbabietola da zucchero stime da business plan ci dicono che un azienda da dieci ettari rientrerebbe dell’investimento fatto entro il terzo anno dall’investimento con un con un risultato netto sui 5 anni sui 350 €/ettaro, senza considerare i nuovi incentivi di iperammortamento introdotti dal decreto Industria 4.0 introdotti nella Legge di Bilancio 2017. La situazione è ancora più vantaggiosa per aziende agricole di maggiori dimensioni. E questo solo considerando i costi e non altri fattori come l’aumento di produttività che ne deriverebbe e la riduzione del rischio di diffusione di malattie.

 

Si ringrazia per alcuni dati il PRONTUARIO PER LA COLTIVAZIONE DELLA BARBABIETOLA DA ZUCCHERO 2014.
Un saluto da OmicaFarm e stay tuned!