Oggi ci piace presentare un studio accademico, e quindi indipendente da OmicaFarm, sull’utilità dell’agricoltura di precisione.  Lo studio in questione  è rivolto alla frutticoltura con particolare attenzione al melo e pero e si è svolto come vedremo per un periodo di tempo  molto lungo a testimonianza del fatto che l’agricoltura di precisione è matura da un pò di tempo.
Per esigenze editoriali non potremo essere esaustivi e rimandiamo il lettore interessato alle fonte primaria dello studio dell’università di Bologna http://www.hkconsulting.it/wp-content/uploads/2012/01/Casehistory-PATFRUIT.pdf.
Lo studio in questione ha individuato un protocollo delle metodologie dell’agricoltura di precisione da applicare ad ogni singolo appezzamento agricolo. Non staremo qui a descrivere tutte gli  strumenti dell’agricoltura di precisione, piuttosto ne ricordiamo i capisaldi che sono comuni a tutte le coltivazioni che usufruiscono di un approccio digitale all’agricoltura. Questi sono:
– Misurazione real time dei parametri fisici
– Monitoraggio
– Raccolta dati
– Analisi Big Data
– Azioni correttive da intraprendere.
L’analisi prevedeva di mettere a confronto (tra tanti altri KPI) la produttività con il periodo temporale in cui non era stata applicata, il tutto ovviamente nelle stesse identiche aziende. Il periodo copre quasi una decade, dal 2000 al 2009 e siamo nella zona di Ferrara.
Bene il risultato e’ stato che l’applicazione del protocollo di agricoltura di precisione ha permesso di ottenere almeno il 49% di frutti maggiore di 75 mm e di ottenere quindi da questi più dell’80% del ricavo medio annuo contro il 62% dell’approccio tradizionale.  I risultati sono stati a favore dell’approccio dell’agricoltura di precisione sia negli di scarsa e alta produzione agricola.
Insomma più ricavi da una qualità più alta!
Vogliamo spendere ancora due parole sulle fattibilità dell’agricoltura di precisione per un campo agricolo. Infatti, non di rado ci sentiamo dire che l’approccio digitale all’agricoltura per una agricoltura di precisione (in questo caso dei frutteti) e’ una cosa molto avanzata e fuori dalla portata delle piccole e medie aziende. Niente di più errato secondo noi.
Se da una parte e’ vero che l’implementazione di un approccio digitale all’agricoltura richiede avanzati strumenti  quali servizi di GIS, hardware di sensing remote control, e che accanto a questi servono skill statistici ed informatici, non dimentichiamo che i prezzi dell’internet of things e dei web services sono crollati negli ultimi anni disponibili praticamente per ogni tipo di budget.  Anche dal punto di vista della cultura statistica  e informatica, ormai le piattaforme internet rendono immediato e accessibile a tutti le informazioni processate con i Big Data in agricoltura digitale con cruscotti standard e di immediata interpretazione (in un post non troppo lontano mostreremo il cruscotto di OmicaFarm appunto).
C’e’ da aggiungere poi, che a livello governativo, ormai si e’ giunti alla consapevolezza di considerare l’agricoltura come un settore strategico per il futuro del nostro paese ormai immerso completamente nella battaglia della globalizzazione.
Il food Made in Italy e la qualità saranno i nostri cavalli di battaglia (come lo sono da sempre in fondo in fondo) che potranno ricevere un vantaggio enorme dall’agricoltura di precisione sia come contenimento dei costi che come certificazione (per chi fosse interessato abbiamo affrontato questi aspetti qualche post fa).
Lo Stato lo sta capendo, tanto che svariate iniziative di sostegno ed incentivazione all’agricoltura di precisione sono state intraprese nei vari Piani di sviluppo Rurale (anche di questo abbiamo parlato qualche post fa).
Tutto ciò rende l’agricoltura di precisione economicamente scalabile e alla portata di tutti.
Grazie dell’attenzione!
By OmicaFarm